/fontana del salvataggio

/la storia

Dopo la caduta della Repubblica Romana e la resa di Roma (1849) inizia la marcia di del generale Giuseppe Garibaldi verso l’Italia settentrionale, inseguito dalle truppe austriache. In navigazione dal porto di Cesenatico per Venezia, Garibaldi e i suoi uomini sono intercettati in mare all’altezza di Comacchio. Comincia così una avventurosa fuga per le valli ravennati (con la morte della moglie Anita incinta) e poi per la campagna e le colline di Romagna. è la cosiddetta “trafila garibaldina”, l’ardito girovagare per due settimane di casa in cascina fino al Granducato di Toscana: la salvezza del Generale fu dovuta grazie all’aiuto delle popolazioni locali, contadini e patrioti, come il mitico sacerdote Don Giovanni Verità. Nella notte tra il 20 e il 21 agosto 1949, il sacerdote carbonaro, venuto a conoscenza dell’imminente pericolo che stava correndo l’eroe dei due mondi, si recò sulla strada del monte trebbio e all’altezza della località Miano prelevò Garibaldi e l’amico leggero. questi furono nascosti nel pozzo di casa (ancora visibile presso il museo civico) per proteggerli dall’impeto delle truppe austriache. La fontana, realizzata nel 2010 dallo scultore tredoziese don Leonardo  poggiolini, ed intitolata “pagina della nostra storia”, narra proprio il mitico episodio che rese protagonista il nostro celebre concittadino.

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Indirizzo

Piazza Cesare Battisti, 12, 47015 Modigliana (Forlì-Cesena)

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Apertura e biglietti

Visitabile su prenotazione